fish factor articolazioni


Fish Factor Articolazioni - Il trekking è un riabilitante naturale anche per le nostre articolazioni

Dolori articolari

Camminare, si sa, fa bene. E, dunque, tra i primi benefici che vanno riconosciuti al trekking, c’è il miglioramento del nostro stato fisico. Il dinamismo che genera, include ogni muscolo del corpo, ogni articolazione… vasi sanguigni, cuore, polmoni… tutto il nostro organismo subisce una trasformazione, l’ossigeno ne raggiunge ogni parte. Le scorie vengono espulse anche grazie al sudore. E il ‘ricambio cellulare corrispondente’ ne viene accresciuto.

Oltre alle nostre tossine, vengono buttate fuori anche le nostre sofferenze: riceviamo un benessere che dal corpo si propaga sin dentro la nostra psiche. Veniamo smossi nel profondo, anche grazie alle percezioni che la pratica del trekking ci sollecita a sentire.

Innanzitutto nella vista: luce naturale e i suoi differenti toni, i colori, le sfumature… Abituati al catatonico pc, ai neon, ai fari, spesso costipati in spazi chiusi per lavoro, è sempre più raro sollecitare realmente e sanamente l’occhio.

Nell’udito: concentrarsi sul silenzio del bosco e sui suoi rumori, sullo scricchiolio di rami calpestati, sullo scorrere del torrente…. sul fruscio o sul tonfo del passaggio degli animali.

Nel tatto: il movimento dei piedi a contatto con la terra ci rimanda la sensazione di un fermo appoggio e di un’energia che, nella camminata, dalla terra si propaga in noi, tenendoci sorretti.

E’ possibile paragonare il trekking, negli effetti che produce, al digiuno: i primi tre giorni sono di svuotamento. Normalissimo, quindi, avvertire dolori muscolari-articolari, stanchezza. Bisogna pazientare e continuare: solo così si possono superare i propri limiti e metabolizzare una ‘novità motoria’ a cui il nostro corpo non è abituato.

Pur se il trekking è un’attività fisica alla portata di tutti, bisogna sempre procedere per gradi. Cominciamo con lo scegliere e il cimentarci in percorsi piani, semplici e brevi. La nostra sedentarietà media purtroppo ci ‘obbliga’ a non strappare subito, a non affrontare dislivelli impegnativi immediatamente.

E non dimentichiamo un buon paio di scarponcini da trekking! Indispensabili per trarne il massimo giovamento. Non usare mai le normali scarpe da ginnastica. Lo scarponcino ha suole rigide o semirigide antiscivolo, per un appoggio sicuro del piede. Altro requisito essenziale è che la scarpa da trekking sia alta, per aver preservate le caviglie da distorsioni.

Alleniamo le nostre articolazioni anche con Fish Factor, che favorisce la mobilità articolare apportando vitamina C, contribuendo alla normale formazione del collagene per la funzionalità di ossa e cartilagini.

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